Archelaide, Tecla e Susana, Santas

Secondo la loro passio, peraltro leggendaria, mentre imperversava la persecuzione di Diocleziano, per sottrarsi al furore degli empi, abbandonarono Roma (altri dicono la Romagna), dove conducevano casta e santa vita in un monastero, e si rifugiarono presso Nola, in un luogo umile e povero, dove continuarono la loro vita di preghiera e le loro opere di bene. I miracoli che operavano, specialmente la guarigione degli infermi, che spesso portavano alla guarigione ben più importante delle anime, e la conseguente fama della loro virtù e santità che si sparse rapidamente da ogni parte, fecero sì che alcuni pagani le denunziassero a Leonzio, preside della Campania, che decise di punirle con la morte, qualora non avessero sacrificato agli dèi. Condotte a Salerno, sede di Leonzio, dopo una lunga discussione tra lui e Archelaide, e dopo che questa fu gettata in pasto ai leoni, che non la toccarono, la vergine fu flagellata e sottoposta ad altri supplizi, da cui uscì miracolosamente illesa; tutte furono uccise di spada a un miglio da Nola (293).
La passio di queste tre martiri fu composta probabilmente nella prima metà del sec. X, quando le loro reliquie, in seguito ad una rivelazione avuta da una religiosa benedettina del monastero di S. Giorgio di Salerno, furono prelevate da Nola (che allora apparteneva alla provincia ecclesiastica di Salerno) e portate in questa città, nel ricordato monastero. Alle religiose benedettine fu accordata la recita dell'Ufficio in onore delle tre sante nel 1697 e molto più tardi, il 24 sett. 1842, anche al clero della diocesi di Salerno. Se ne celebra la festa il 19 gennaio.
Il Lanzoni prospetta l'ipotesi che A. possa identificarsi con la matrona romana dello stesso nome, che a Nola fu di aiuto a s. Felice.
PREGHIERA
O gloriose martiri Archelaide, Tecla e Susanna,
che per non tradire la fede giurata a Gesù,
generosamente sprezzaste tutte le offerte del proconsole Leonzio
e protestaste coraggiosamente di voler subire tutti i supplizi,
anziché rinnegare la vostra fede, fate che l'interesse
ed il rispetto umano non ci portino a violare i nostri santi propositi.
Otteneteci dal Signore la grazia di resistere sempre coraggiosamente
agli assalti del demonio e fate che ci gloriamo sempre d'esser seguaci del Crocifisso,
disposti a soffrire anche la morte piuttosto che offenderlo minimamente.
Voi, che in terra otteneste da Gesù innumerevoli guarigioni,
guariteci dalla lebbra del peccato ed infondete nelle nostre anime
un'ardente carità che ci avvii al premio della vita eterna.
Così sia.
CATELO, Santo

Della vita di s. Catello sappiamo ben poco raccontata da Anonimo sorrentino verso la fine del IX sec. Era vescovo di Stabia (oggi Castellammare di Stabia) quando i Longobardi devastarono la Campania, distruggendo chiese e monasteri. S. Antonino abate di Sorrento, si rifugiò presso Catello ed insieme si ritirarono sul monte Aureo dove costruirono un Oratorio in onore di San Michele, cercando una vita più eremitica.
Accusato presso il papa di allora di aver abbandonato i suoi fedeli e tradotto a Roma, Catello rimase in carcere per un certo tempo, finché il nuovo papa di cui anche di questo non è detto il nome, lo liberò e in più lo rifornì di materiale per ricostruire l’Oratorio che era in legno. Il primo a divulgare la Vita di s. Antonino in cui si parla anche di s. Catello, fu il padre Teatino Antonio Caracciolo che nel 1626 la tradusse dai manoscritti conservati in alcuni monasteri di Napoli e di Vico Equense che a loro volta erano copie di un codice del monastero di s. Renato di Sorrento.
Il culto del santo fu approvato dalla Sacra Congregazione dei Riti il 13 settembre 1729, venerato come patrono di Castellammare di Stabia; i sorrentini sono anch’essi molto devoti. La sua festa è il 19 gennaio
DEODATO DE SAINT-DIÉ, Santo
Nato di famiglia nobile, divenne vescovo di Nevers verso la metà del sec. VII, come sembra. Avrebbe preso parte al concilio di Sens del 657 e si sarebbe, quindi, ritirato nei Vosgi per vivervi solo. Perseguitato, si stabilì con qualche compagno in un'isola, presso Strasburgo, dove con l'aiuto del re Childerico costruì una chiesa ai ss. Pietro e Paolo. Alcuni suoi discepoli eressero poi l'abbazia di Ebersheim (Ebersheimmunster). Desideroso di vita solitaria, partì per la diocesi di Basilea, ma le persecuzioni lo costrinsero ad andarsene e tornò nei Vosgi, in un luogo solitario che chiamò Vallis Galileae, dove costruì una cappella dedicata a s. Martino. Dopo un certo tempo, con alcuni discepoli, fondò poco lontano un monastero chiamato Jointures, perché situato alla confluenza dei fiumi Fave e Meurphe. Vi si osservava la regola di s. Colombano. Alcuni, però, gli contestano questa fondazione.
Presso Jointures, si trovava l'abbazia di Moyen-moutier, diretta allora da s. Idolfo, antico vescovo di Treviri, col quale Deodato strinse amicizia. Dopo la morte di Deodato, verso il 679, sia il monastero di Jointures, sia il borgo che vi sorse accanto presero il suo nome. Fu molto onorato prima della Rivoluzione francese. Si ricordano traslazioni del suo corpo nel 1003, 1648, 1679, 1735, 1766, 1792, 1808; la sua festa è celebrata il 19 giugno.
Autore: Gilbert Bataille
ELISABETTA BERTI, Beata
La vedova, Beata Elisabetta Berti, assieme alla Beata Eulalia Pinos e alla Beata Maria de Requesens con la fondatrice, Santa Maria de Cervellon, formarono la prima comunità femminile di religiose dell’Ordine Mercedario. Distribuì le sue ricchezze ai poveri mettendosi al servizio degli infermi e degli schiavi e dopo una vita piena di meriti e miracoli, a Barcellona si spense nel bacio del Signore.
L’Ordine la festeggia il 19 gennaio.
GODON DE NOVALESA, Beato
San Godone visse nell’Ottavo secolo. E’ il primo abate della celebre abbazia della Nova-lesa, in Valle Susa, fondata dal nobile francese Abbone, governatore di Susa e Moriana.La costruzione centrale era stata progettata da Walcuno; mentre le celle dei monaci primitivi erano state disseminate sulla montagna circostante.San Godone introdusse nel monastero della Novalesa la Regola di san Benedetto al po-sto di quella di san Colombano, che aveva evangelizzato Irlanda, Svizzera e Italia del Nord.La sua festa era ricordata il 19 gennaio.