segunda-feira, 4 de abril de 2016

Nº 2712 - (95 - 2016) - SANTOS DE CADA DIA - 4 DE ABRIL DE 2016 - OITAVO ANO






Caros Amigos:


Desejo a todos os meus leitores

UM BOM ANO DE 2016

Nº 2712 -  (95-2016) 

4 DE ABRIL DE 2016

SANTOS DE CADA DIA

8º   A N O



 miscelania 008

LOUVADO SEJA NOSSO SENHOR JESUS CRISTO

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Comemorar e lembrar os
Santos de Cada Dia
é dever de todo o católico,
assim como procurar seguir os seus exemplos
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ANUNCIAÇÃO DO SENHOR



Per la festa dell’Annunciazione invito a leggere due brani del Trattato della Vera Devozione alla Santa Vergine Maria di San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716). Primo brano: i veri devoti della Santa Vergine “avranno una singolare devozione per il grande mistero dell'Incarnazione del Verbo, il 25 marzo, che è il mistero proprio di questa devozione, perché questa devozione è stata ispirata dallo Spirito Santo: 1) per onorare e imitare la dipendenza ineffabile che Dio Figlio ha voluto avere da Maria, per la gloria di Dio Padre e per la nostra salvezza, dipendenza che appare particolarmente in questo mistero in cui Gesù Cristo è prigioniero e schiavo nel seno della divina Maria e in cui dipende da lei in tutte le cose; 2) per ringraziare Dio delle grazie incomparabili che ha fatto a Maria e particolarmente di averla scelta come sua degnissima Madre, scelta che è stata fatta in questo mistero” (cap. VIII).
Secondo brano: “Poiché il tempo non mi permette di fermarmi a spiegare le eccellenze e le grandezze del mistero di Gesù vivente e regnante in Maria, o dell'Incarnazione del Verbo, mi limiterò a dire in poche parole che abbiamo qui il primo mistero di Gesù Cristo, il più nascosto, il più elevato e il meno conosciuto; che è in questo mistero che Gesù, d'accordo con Maria, nel suo seno, che è per questo chiamato dai santi «la sala dei segreti di Dio», ha scelto tutti gli eletti; che è in questo mistero che ha operato tutti i misteri della sua vita che sono seguiti, per l'accettazione che ne ha fatto: «Entrando nel mondo Cristo dice: Ecco, io vengo per fare la tua volontà» (Eb 10,5.7); e, di conseguenza, che questo mistero è un compendio di tutti i misteri, che contiene la volontà e la grazia di tutti; infine, che questo mistero è il trono della misericordia, della liberalità e della gloria di Dio” (cap. VIII).
I due testi sono collegati tra loro. In primo luogo San Luigi Maria afferma che il mistero dell’Incarnazione è il primo mistero cui i veri devoti della Santa Vergine devono rivolgere la loro attenzione. In secondo luogo, sostiene che il mistero della vita segreta di Gesù in Maria è il mistero che contiene tutti gli altri misteri, il punto di partenza per tutte le meraviglie della sua vita.
Analizziamo il primo testo e quindi il secondo.
Il Trattato della Vera Devozione alla Santa Vergine secondo me è un testo profetico per quanto afferma sui misteri e sulla devozione a Nostra Signora. Annuncia verità profonde che saranno approfondite solo in un’epoca futura di fioritura della Chiesa e quindi della teologia, che lo stesso santo chiama “Regno di Maria”. Oggi il significato delle sue parole non può ancora essere pienamente compreso. Per esempio, chi oserà dire di aver capito l’affermazione secondo cui Gesù Cristo, Dio stesso, fu per un tempo “schiavo di Maria” quando viveva nel suo seno? Dopo l’Annunciazione e il sì di Maria, Nostro Signore si fece carne nel suo seno. Da allora ebbe perfetta conoscenza di sua Madre. Viveva in lei come in un monastero di clausura, in contatto esclusivo e in completa dipendenza umana dalla Madonna: la più perfetta dipendenza che si possa dare sulla Terra.
Il Verbo Incarnato, completamente consapevole fin dal primo momento della sua incarnazione, scelse di vivere all’interno di una creatura. Per sua scelta visse all’interno di questo tempio e di questo palazzo, in misteriosa relazione con Nostra Signora.
Dio manifesta la sua onnipotenza nell’Incarnazione. La manifesta anche mantenendo vergine la Madonna prima, durante e dopo il parto. L’Incarnazione è un evento così straordinario che Dio avrebbe potuto disporre perché Nostro Signore nascesse pochi giorni dopo il concepimento. Ma non lo fece. Il Signore scelse di vivere per nove mesi nel seno di Maria. Volle stabilire questa forma speciale di dipendenza da lei. Scelse di avere con lei questa profonda e misteriosa relazione dell’anima. San Luigi Maria dice che scelse di diventare suo “schiavo”: un’espressione centrale in tutta la teologia mariana del santo, che può lasciarci perplessi specialmente se la riferiamo a Gesù Cristo ma che per il santo è essenziale e che dobbiamo comprendere a fondo. Schiavo? Sì. Anzi, uno schiavo ha la sua vita, respira da solo, ha almeno libertà di movimento. Gesù volle farsi più che schiavo: accettò di dipendere interamente da Nostra Signora.
Che tipo di relazione fra le anime di Gesù e della Madonna si stabilì in quel periodo? Che tipo di unione? Di per sé, il mistero è impenetrabile. Ma, almeno per avere un punto di partenza, possiamo considerare che nel mistero dell’Incarnazione Nostro Signore assume interamente la natura umana. Vero Dio, diventa anche vero uomo. Ha un’anima e un corpo come li abbiamo noi. Nella sua umanità discende da Adamo ed Eva come noi. Ma nello stesso tempo la sua anima umana aveva – anzi ha – un’unione con Dio così stretta che Gesù Cristo è e resta una persona della Santissima Trinità. C’è una sola persona di Cristo, non due, anche dopo l’Incarnazione. Com’è possible tutto questo? È un mistero. I teologi si diffondono sulla nozione di unione ipostatica, ma non sciolgono veramente il mistero.
Considerando la sua natura divina e umana, come spiegare il grido di Gesù sulla croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. In quel momento certamente Gesù continuava a essere Dio, eppure aveva scelto di soffrire nella sua umanità un abbandono e un isolamento totale. Si sentiva completamente abbandonato nella sua umanità mentre rimaneva unito a Dio Padre e allo Spirito Santo nella sua divinità. Di nuovo, non possiamo spiegare tutto: è un mistero.
L’unione di Nostro Signore con Maria quando era nel suo seno non è naturalmente l’unione ipostatica, eppure quest’ultima ci aiuta in via analogica a capire. Se nella sua umanità Gesù poteva sentirsi abbandonato sulla croce senza compromettere la sua divinità, poteva essere come dice San Luigi Maria “schiavo” di Nostra Signora nel suo seno – s’intende, anche qui nella sua umanità. Ma rimangono molti aspetti misteriosi, su cui penso che getterà luce una teologia nuovamente capace di fiorire nel Regno di Maria, per la maggior gloria di Dio e delle anime.
Anche nell’unione mistica di Nostra Signora con ciascuno dei suoi devoti, che San Luigi Maria chiama “schiavi”, ci sono punti non ancora interamente chiariti. Eppure si tratta di qualche cosa di molto più semplice dei divini misteri dell’unione di Maria con Gesù.Se sono misteri, nessuna spiegazione li esaurisce. Possiamo dire però che la contemplazione del mistero dell’Incarnazione ci aiuta a combattere due delle principali dottrine della Rivoluzione: il panteismo e il soggettivismo.
Secondo il panteismo, tutto è uno e tutto è buono; una cosa non si distingue essenzialmente da un’altra. Tutte le creature formano una sola grande persona cosmica e collettiva. Il soggettivismo afferma che ogni persona umana è assolutamente autonoma e non ha veramente bisogno di essere unita ad altre.
La Chiesa Cattolica condanna entrambi questi errori. Afferma che ogni persona è autonoma e distinta in quanto individuo, ma che l’apertura agli altri è costitutiva e necessaria. La teologia e la filosofia spiegano come per approfondire la nozione di persona ultimamente è necessario considerare la sua relazione con Dio.
Quando la relazione di Gesù Cristo con Nostra Signora nell’Incarnazione sarà meglio compresa, si comprenderà qualcosa di più anche le pagine più misteriose dell’“Apocalisse”. È del tutto lecito pregare e sperare che un giorno sorga una nuova alba in cui gli orizzonti della teologia possano espandersi e I legami fra molti misteri, per quanto umanamente possibili, possano chiarirsi.San Luigi Maria afferma che il mistero dell’Incarnazione contiene tutti gli altri. Sappiamo che ogni giorno di festa della Chiesa porta con sé una grazia speciale. Nella giornata di oggi la prima misteriosa unione di Nostro Signore con Nostra Signore viene a noi, per così dire, con un profumo speciale.
Dobbiamo affidarci con speciale forza alla Madonna in questo giorno di festa, e chiederLe la grazia di diventare i suoi umili soggetti e “schiavi”, come fece lo stesso Bambino Gesù quando viveva nel suo seno



ISIDORO, Santo



Santo ISIDORO bispo e doutor da igreja, que foi discípulo de seu irmão São LEANDRO e lhe sucedeu na sede episcopal de Sevilha, na Hispânia Bética, hoje Espanha. escreveu muitas obras de grande erudição, reuniu e dirigiu vários concílios e trabalhou com  exímia sabedoria e zelo pela fé católica e pela observância da disciplina eclesiástica. (636)



AGATÓPODO e TEÓDULO, Santos



Em Tessalónica na Macedónia, hoje Grécia, os santos mártires AGATÓPODO diácono e TEÓDULO leitor que pela sua confissão da fé cristã, sob o regime do imperador Maximiano, por ordem do prefeito Faustino foram lançados ao mar com uma pedra atada ao pescoço. (séc. IV)



AMBRÓSIO, Santo


Em Milão na Ligúria, hoje Lombardia, Itália, o sepultamento de Santo AMBRÓSIO bispo que no dia de Sábado Santo foi ao encontro de Cristo triunfante. A sua memória celebra-se a 7 de Dezembro dia da sua ordenação. (397)

PLATÃO, Santo



Em Constantinopla,. hoje Istambul, na Turquia, São PLATÃO hegúmeno que combateu durante vários anos os opositores ao culto das sagradas imagens e com seu sobrinho São TEODÓSIO STUDITA instituiu o célebre mosteiro de Stúdion. (814)




PEDRO, Santo



Em Poitiers, Aquitânia, hoje França, São PEDRO bispo que favoreceu os inícios da Ordem de Fontevralt e, injustamente removido da sua sede, morreu exilado em Chauvigny. (1115)

GUILHERME CUFFITÉLLI, Santo



Em Scicli, na Sicília, Itália, São GUILHERME CUFFITÉLLI eremita que abandonando a paixão pela caça,passou 57 anos na solidão e na pobreza. (1411)

BENTO MASSARÁRI o Negro, Santo


Em Palermo, na Sicília, Itália, São BENTO MASSARÁRI chamado o Negro por causa da cor da pele, que foi eremita e depois religioso na Ordem dos Frades Menores sempre humilde em todas as circunstâncias e cheio de confiança na Divina Providência. (1589)

JOSÉ BENTO DUSMET, Santo


Em Catânia, Sicília, Itália, o Beato JOSÉ BENTO DUSMET bispo da Ordem de São Bento, que promoveu diligentemente o culto divino, a instrução cristã do povo e o zelo do clero, e na epidemia da peste prestou grande auxílio aos enfermos. (1894)

FRANCISCO MARTO, Beato, hoje Santo


Em Aljustrel, lugar de Fátima, Portugal, o Beato (hoje Santo) FRANCISCO MARTO que, ainda criança, consumido rapidamente pela enfermidade, manifestou admirável suavidade de comportamento perseverança na adversidade e na fé e assiduidade na oração. (1919)


CAETANO CATANOSO, Santo


Em Réggio Calábria, Itália, São CAETANO CATANOSO presbitero que fundou a Congregação das Irmãs Verónicas da Santa Face para assistência dos pobres e dos marginados. (1953)


... E AINDA  ...


ALETTA, Beata


Nac­que da Bernardo, signore di Montbard di nobile famiglia discendente dai duchi di Borgogna, e da Umberga (Umbelina) di Ricey, nella seconda metà del sec. XI, forse verso il 1070. A quindici anni andò sposa a Tescelino il Sauro, signore di Fontaine-les-Dijon, uomo di grande virtù. Dal matrimonio nacquero sette figli (Guido, Gerardo, Bernardo, Andrea, Bartolomeo, Nivardo, Ombelina) che, al dire dei biografi, Aletta generò non tanto al marito, quanto a Dio : tutti, infatti, entreran­no nel chiostro, attratti dall'esempio del terzo di essi, il grande Bernardo. Aletta fu sposa e madre esemplare, che rese i figli perfetti cristiani ed ec­cellenti gentiluomini. Grande fu anche la sua carità verso i poveri : passava di casa in casa alla ricerca dei più bisognosi e dei malati che poi soc­correva generosamente, non rifuggendo dai ser­vizi più umili. Nel giorno della festa di s. Ambrosiniano, patrono del villaggio, A. invitava nel castello tutti i sacerdoti accorsi alla festa trattenen­doli a mensa. E fu proprio nella festa di s. Ambrosiniano, il 1° sett. di un anno imprecisato, tra il 1105 e il 1110, che Aletta rese, ancor giovane, la sua santa anima a Dio. L'abate Geranno di S. Be­nigno di Digione ne accolse il corpo nella cripta della chiesa del suo monastero : sul sarcofago fece scolpire le immagini dei figli. I biografi dicono che per cinque anni Aletta apparve spesso al figlio Andrea, e che anche s. Bernardo fu sostenuto nel momento della conversione dall'apparizione della madre



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miscelania 003


Os meus cumprimentos e agradecimentos pela atenção que me dispensarem.

Textos recolhidos

In

MARTIROLÓGIO ROMANO
Ed. Conferência Episcopal Portuguesa - MMXIII

e

sites: Wikipédia.org; Santiebeati.it; es.catholic.net/santoral, e outros










Blogue: SÃO PAULO (e Vidas de Santos) -  http://confernciavicentinadesopaulo.blogspot.com

domingo, 3 de abril de 2016

Nº 2711 - (94 - 2016) - SANTOS DE CADA DIA - 3 DE ABRIL DE 2016 - OITAVO ANO






Caros Amigos:


Desejo a todos os meus leitores

UM BOM ANO DE 2016

Nº 2711 -  (94-2016) 

3 DE ABRIL DE 2016

SANTOS DE CADA DIA

8º   A N O



 miscelania 008

LOUVADO SEJA NOSSO SENHOR JESUS CRISTO

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DOMINGO DA DIVINA MISERICÓRDIA




E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia". Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore". Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.
Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre".
La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere".
Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:
- che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
- che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.
"Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta".
La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:
- "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E' essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia". La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.
Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto". Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:
- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;
- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità;
- tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia.
Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.
Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.
Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.


Fonte:
www.festadelladivinamisericordia.com


SISTO I, Santo



Em Roma, São SISTO I papa, que no tempo do imperador Adriano, foi o sexto sucessor de São PEDRO na direcção da Igreja. (128)



CRESTO e PAPO, Santos



Em Constança, cidade da Cítia, na actual Roménia, os santos CRESTO e PAPO mártires. (séc. IV)



ULPIANO, Santo

Em Tiro, na Fenícia hoje no Líbano, Santo ULPIANO mártir, que ainda adolescente durante a perseguição de Maximino Daia César foi encerrado com um cão e uma serpente num saco de coiro e consumou o martírio afogado no mar. (306)

JOÃO, Santo



Em Nápoles , na Campânia,. Itália São JOÃO bispo que morreu na Noite Santa de Pascoa, quando celebrava os sagrados mistérios e, acompanhado pela multidão dos fiéis neófitos, foi sepultado na solenidade da ressurreição do Senhor,. (432)

NICETAS, Santo



No mosteiro de Medikion na Bitínia, hoje Turquia, São NICETAS hegúmeno que no tempo do imperado Leão o Atménio suportou o cárcere  e o exílio por defender as sagradas imagens. (824)

JOSÉ o Hinógrafo, Santo



Em Constantinopla, hoje Istambul. Turquia São JOSÉ o Hinógrafo presbitero e monge que na perseguição desencadeada contra o culto das sagradas imagens, foi enviado a Roma para pedir a protecção da Sé Apostólica e, depois de ter suportado muitos tormentos, finalmente recebeu o encargo de guardar os objectos sagrados da Igreja de Santa Sofia. (886)

RICARDO, Santo


Em Chichester , Inglaterra São RICARDO bispo que exilado pelo rei Henrique III e de novo restituído à sua sede manifestou uma grande generosidade para com os pobres. (1235)

GANDOLFO DE BINASCO SÁCHI, Santo


Em Polízzi, na Sicília, Itália São GANDOLFO DE BINASCO SÁCHI presbitero da Ordem dos Menores, que se entregou a uma austera vida de solidão e iluminou as regiões limítrofes com a pregação da palavra de Deus. (1260). 

JOÃO, Beato



Em Penna, no Piceno hoje nas Marcas, Itália, o Beato JOÃO presbítero um dos primeiros companheiros de São FRANCISCO que foi enviado para a Gália narbonense, hoje França onde propagou a forma de vida evangélica. (1275)


ROBERTO MIDDLETON e TURSTÃO HUNT, Beatos



Em Lencastre, na Inglaterra, os beatos ROBERTO MIDDLETON da Companhia de Jesus e TURSTÃO HUNT presbíteros e mártires: o segundo foi preso quando tentava libertar o primeiro durante um,a transferência de prisioneiros condenados ambos à morte, no reinado de <Isabel I por causa do seu sacerdócio, mereceram através dos tormentos ser glorificados à direita de Cristo. (1601)




LUÍS SCROSÓPPI, Santo


Em Údine, no Véneto, Itália, São LUÍS SCROSÓPPI presbitero da Congregação do Oratório que fundou a Congregação das Irmãs da Divina Providência para formar as jovens no espírito  cristão. (1884)


EZEQUIEL (José Luciano) HUERTA GUTIÉRREZ e SALVADOR (José) HUERTA GUTIÉRREZ, Beatos

  


Em Guadalajara, Jalisco, México, os beatos EZEQUIEL (José Luciano) HUERTA GUTIÉRREZ e SALVADOR (José) HUERTA GUTIÉRREZ pais de família e mártires. (1927)


JOÃO DE JESUS E MARIA 
(João Otazua y Madariaga), Beato


Em Mancha Real, perto de Jaén, Espanha, o Beato JOÃO DE JESUS E MARIA (João Otazua y Madariaga) presbitero da Ordem da Santíssima Trindade e mártir. (1937)


PEDRO EDUARDO DANKOWSKI, Beato


Perto de Cracóvia, Polónia, no campo de concentração de Auschwitz, o Beato PEDRO EDUARDO DANKOWSKI presbitero e mártir que, durante a ocupação militar da sua pátria por um regime militar estrangeiro foi encarcerado por causa da fé cristã e através dos tormentos consumou o martírio. (1942)



... E AINDA  ...




FRANCISCO SOLÍS PEDRAJAS, Beato



Marmolejo, Spagna, 9 luglio 1877 - Mancha Real, Spagna, 3 aprile 1937 



LOURENÇO PAK CHWI-DEUK,  Beato


Lorenzo Pak Chwi-deuk nacque a Myeoncheon, nel distretto di Chungcheong, nel 1769. Sentì per la prima volta la predicazione del cattolicesimo nella sua città natale, ma apprese il catechismo quando andò a Seul, dal catechista Saba Ji Hwang. Tornato a casa, prese a pregare con fervore e provò a proclamare il Vangelo tra i suoi familiari e i suoi vicin


MARIA TERESA CASINI, Beata




Teresa Casini nacque a Frascati, cittadina dei Castelli Romani, il 27 ottobre 1864, primogenita dell’ingegner Tommaso Casini e di Melania Rayner, di nazionalità belga. Ricevette il Battesimo nella cattedrale di Frascati due giorni dopo la nascita. Per volontà del padre, ad accompagnarla al fonte battesimale ci fu una schiera di poveri, quegli stessi che più di una volta, in braccio al genitore o a una domestica, vide bussare alla porta di casa.


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sábado, 2 de abril de 2016

Nº 2710 - (93 - 2016) - SANTOS DE CADA DIA - 2 DE ABRIL DE 2016 - OITAVO ANO






Caros Amigos:


Desejo a todos os meus leitores

UM BOM ANO DE 2016

Nº 2710 -  (93-2016) 

2 DE ABRIL DE 2016

SANTOS DE CADA DIA

8º   A N O



 miscelania 008

LOUVADO SEJA NOSSO SENHOR JESUS CRISTO

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FRANCISCO DE PAULA, Santo



São FRANCISCO DE PAULA eremita, fundador da Ordem dos Mínimos na Calábria, Itália. Prescreveu aos seus discípulos que vivessem de esmolas, não tivessem nada próprio nem tocassem o dinheiro e tomassem sempre só os alimentos quaresmais. Chamado pelo rei de França Luís XI para visitar a corte régia, assistiu-lhe à morte e faleceu em Plessis, próximo de Tours, com a fama de grande austeridade de vida. (1507)





ANFIANO ou APIANO, Santo



Em Cesareia da Palestina, Santo ANFIANO ou APIANO mártir quem, no tempo do imperador Maximino, quando os habitantes daquela terra eram obrigados a sacrificar publicamente aos deuses, se aproximou corajosamente do governador Urbano e, segurando-lhe a mão direita, obrigou-o a suspender o rito; imediatamente os soldados se arremessaram sobre ele e, envolvendo-lhe os pés num lençol embebido em óleo, atearam-lhe fogo e,lançaram-no ao mar. (306)



TEODORA ou TEODÓSIA, Santa

Em Cesareia da Palestina, a paixão de Santa TEODORA, virgem de Tiro que, na mesma perseguição por saudar publicamente os confessores da fé que estavam perante o tribunal e rogar-lhes que se lembrassem dela quando chegassem à presença do Senhor, foi presa pelos soldados e conduzida ao prefeito por ordem do qual sofreu cruéis suplícios e finalmente foi lançada ao mar. (307)

ABÚNDIO, Santo



Em Como, na Ligúria, hoje Lombardia, Itália, Santo ABÚNDIO bispo que tendo sido enviado a Constantinopla pelo papa Leão Magno aí defendeu firmemente a verdadeira fé. (468)

VÍTOR, Santo



Em Cápua, na Campânia, Itália São VÍTOR bispo célebre pela sua erudição e santidade. (554)

NICÉCIO, Santo



Em Lião, na Gália, hoje França, São NICÉCIO,  bispo que foi sempre solícito para com os pobres e bondoso para com os humildes e ensinou esta igreja a seguir uma norma na salmodia. (573)

EUSTÁSIO, Santo


No mosteiro de Luxeuil, na Borgonha, França, Santo EUSTÁSIO abade, que foi discípulo de São COLUMBANO e prelado de quase seiscentos monges. (629)

JOÃO PAINE, Santo


Em Chelmsford, na Inglaterra, São JOÃO PAINE presbitero e mártir que no treinado de Isabel I falsamente acusado de alta traição, sofreu o suplicio da forca. (1582)

PEDRO CALUNGSOD e 
DIOGO LUÍS DE SAN VÍTORES, Santos

  

Em Tomhom, ilha de Guam,  na Oceania, São PEDRO CALUNGSOD catequista e o Beato DIOGO LUÍS DE SAN VÍTORES presbitero da Companhia de Jesus que por causa da sua fé cristã foram cruelmente assassinados  e lançados ao mar por apóstatas e alguns indígenas sequazes de superstições pagãs. (1672)


LEOPOLDO DE GAICHE, Beato


Em Spoleto, na Úmbria, Itália, o beato LEOPOLDO DE GAICHE presbitero da Ordem dos Frades Menores que organizou santos retiros em Monteluco. (1815)


DOMINGOS TUOC, Santo


Em Xuong Diem no Tonquim hoje Vietname São DOMINGOS TUOC presbitero da Ordem dos Pregadores e mártir na perseguição do imperador Minh Mang. (1839)


ISABEL VENDRAMINI, Beata



Em Pádua, Véneto, Itália, a Beata ISABEL VENDRAMINI virgem que dedicou a sua vida aos pobres e, superando muitas adversidades, fundou o Instituto das Irmãs Isabelinas da Ordem Terceira de São Francisco. (1860)


FRANCISCO COLL Y GUITART, Santo


Em Vich, Catalunha, Espanha, São FRANCISCO COLL Y GUITART presbitero da Ordem dos Pregadores que, injustamente expulso do claustro perseverou firmemente na sua vocação e anunciou por toda esta região o nome de Nosso Senhor Jesus Cristo. (1875)


GUILHERME APOR, Beato


Em Gyor, na Hungria, o Beato GUILHERME APOR bispo e mártir que durante a segunda guerra mundial abriu as suas portas a cerca de trezentos refugiados e, espancado na tarde de sexta-feira da Paixão do Senhor por defender das mãos dos soldados algumas jovens indefesas, morreu três dias depois. (1945)

NICOLAU CARNEKYJ, Beato



Em L'viv na Ucrânia, o Beato NICOLAU CARNEKYJ, bispo que exercendo a função de Exarca apostólico em Volyn'e Pdljashja durante a perseguição contra a fé cristã, seguiu os passos de Cristo como pastor fiel e por sua graça alcançou o reino celeste. (1959)

MARIA DE SÃO JOSÉ ALVARADO (Laura Alvarado Cardozo), Beata


Em Maracay na Venezuela, a beata MARIA DE SÃO JOSÉ ALVARADO (Laura Alvarado Cardozo) virgem, que fundou a Congregação das Agostinhas Recoletas do Sagrado Coração e assistiu sempre com suprema caridade as orfãs, os idosos e os pobres abandonados. (1967).


JOÃO PAULO II, Santo




Karol Józef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920.

Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941.

A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellónica di Cracovia.

Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch’esso clandestino.

Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale a Cracovia il 1 novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Cardinale Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967.

Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-65) con un contributo importante nell’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

Viene eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre segue l'inizio solenne del Suo ministero di Pastore Universaledella Chiesa.

Dall’inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo - espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le Chiese - sono stati 104.

Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esorta-zioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si ascrivono anche 5 libri: "Varcare la soglia della speranza" (ottobre 1994); "Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio" (novembre 1996); "Trittico romano", meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); "Alzatevi, andiamo!" (maggio 2004) e "Memoria e Identità" (febbraio 2005).

Papa Giovanni Paolo II ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione - nelle quali ha proclamato 1338 beati - e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (+ 1 in pectore) Cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio.

Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000), nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo; numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.

Muore a Roma, nel suo alloggio nella Città del Vaticano, alle ore 21.37 di sabato 2 aprile 2005. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane seguono l'8 aprile.
La festa liturgica è iscritta nel Calendario Romano generale al 22 ottobre, con il grado di memoria facoltativa.

Fonte:
www.karol-wojtyla.org


... E AINDA  ...


GIOVANINNO (Costa), Beato


Il beato Giovannino detto anche Giovannino Costa da quello che sembra sia un cognome, è venerato a Volpedo in provincia di Alessandria; egli secondo alcuni, era nativo di Tortona e fu un giovane pastore ucciso in odio alla fede il 2 aprile 1468; si ipotizza che a commettere l’omicidio fossero stati degli Ebrei, ma non vi sono prove.
Le sue reliquie furono divise, il capo rimase a Volpedo e il corpo invece fu venerato a Tortona, ma nel 1820 esse furono riunite e lasciate a Volpedo.
Il 19 agosto 1920 fu eseguita una ricognizione canonica delle reliquie; il suo culto è in vigore sin dal XV secolo, autorizzato più volte dai vescovi di Tortona nei secoli successivi.
A Volpedo la festa del beato Giovannino Costa viene celebrata nella data tradizionale della sua morte, il 2 aprile, ma anche nel lunedì di Pasqua e nella seconda domenica d’agosto

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Os meus cumprimentos e agradecimentos pela atenção que me dispensarem.

Textos recolhidos

In

MARTIROLÓGIO ROMANO
Ed. Conferência Episcopal Portuguesa - MMXIII

e

sites: Wikipédia.org; Santiebeati.it; es.catholic.net/santoral, e outros










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Nº 5 801 - SÉRIE DE 2024 - Nº (277) - SANTOS DE CADA DIA - 2 DE OUTUBRO DE 2024

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